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Giorgio Blundo
Andrea
Ferrante
Progetto di sviluppo integrato
- delle popolazioni
- rurali nella zona di
- Djouman, Djarway e Kim
(Ciad)
Valutazione finale
Aprile 1999
CONTESTO GENERALE DELLINTERVENTO
- DESCRIZIONE DEGLI OBIETTIVI DEL PROGETTO
- SETTORE AGRICOLO
- SETTORE PROMOZIONE FEMMINILE
- SETTORE IDRAULICO
-
- I RISULTATI DEL PROGETTO IN CIFRE
- SETTORE AGRICOLO
- SETTORE PROMOZIONE FEMMINILE
- SETTORE IDRAULICO
-
- ANALISI DEL
MONTAGGIO DEL PROGETTO E DELLE RELAZIONI DI TIPO ISTITUZIONALE
- Le relazioni fra BELACD e COMI
- Le relazioni fra volontari COMI, BELACD e associazioni
contadine
-
- ANALISI PER SETTORI
- Assistenza tecnica
- Sicurezza alimentare
- Animazione femminile
- Idraulica di villaggio
-
- LE DINAMICHE DELLAPPROPRIAZIONE LOCALE DEL PROGETTO
-
- PROSPETTIVE FUTURE
-
-
- Il
programma oggetto della presente valutazione nasce in continuità con lintervento
per lo sviluppo agricolo nella zona di Djouman (622 A/COMI/CIAD) realizzato dal COMI per
una durata di otto anni. Lintervento beneficia pertanto dellesperienza
accumulata dallONG nella regione, sia sotto il profilo dei rapporti con la
popolazione, sia sotto il profilo del perfezionamento delle tecniche di animazione e
volgarizzazione agricola nel particolare contesto del Mayo Kebbi.
- La
zona interessata dal progetto appartiene alla prefettura di Bongor, e comprende
essenzialmente i cantoni di Djouman, Djarway e Kim. In questo territorio di pianure
alluvionali le attività produttive principali sono lagricultura e
lallevamento. Dopo il declino della forte produzione cotoniera nella seconda metà
degli anni 80, i cereali tradizionali (miglio, fonio, berbéré, riso e mais)
costituiscono, insieme a fagioli, manioca e arachide, lessenziale delle colture
della regione. Lallevamento, bovino, equino e caprino, è di tipo estensivo. Il
progetto interviene in una zona multietnica, popolata dai gruppi Kim, Massa, Marba e
Gabri. Ogni gruppo etnico presenta delle peculiarità rispetto al sistema produttivo. I
Kim, presenti soprattutto nei villaggi di Djouman, Kim et Héré, si dedicano
allagricoltura ed alla pesca. Partecipano marginalmente al progetto, soprattuto a
causa dellassenza di un programma di microcredito e per la forte presenza
protestante in zona Kim, sospettosa nei confronti di attività di sviluppo promosse dal
cattolico BELACD. I Massa, originari della zona, possiedono delle solide conoscenze in
materia di protezione dei suoli e di rimboschimento con essenze autoctone (Acacia Albida).
I Marba, benché giunti da quasi un secolo nella regione, possiedono ancora uno statuto di
" stranieri " e presentano insediamenti meno stabili, con
ripercussioni negative sullinteresse portato ad eventuali attività di
rimboschimento. Infine, i Gabri praticano ancora unagricultura di tipo itinerante,
scarsamente preoccupata della fertilità dei suoli.
- Gli
agricoltori della zona hanno unesperienza di lunga data con gli interventi di
cooperazione tecnica. Dapprima nellambito delle strutture di divulgazione e di
accompagnamento della produzione cotoniera, più tardi attraverso i contatti con diverse
istituzioni e organismi, nazionali o stranieri.
- Fra
i più importanti, occorre citare :
-
- Interventi
e ONG internazionali :
- LOspedale
di Koyom, gestito dalla chiesa protestante e con dispensari a Ham e Silya.
- LOspedale
di Bongor, gestito da Médecins Sans Frontières.
- GTZ
" Micro ". Appui à lautopromotion des organisations
paysannes du Mayo-Kebbi. Questo progetto tedesco, presente inizialmente à Bongor, Pala,
Gagal e Gounou-Gaya, svolgeva delle attività essenzialemente orientate sul credito e
sulla commercializzazione dei prodotti di sussistenza. Il progetto non é più presente
nella zona.
- Il
FED, che ha permesso la realizzazione di pozzi e forages a Djouman, Koyom et Kolobo.
- ACRA,
ONG italiana, ha costruito delle scuole nel circondario.
- CARE
CHAD, ONG americana con un progetto, ora terminato, di perimetri irrigui nei villaggi
lungo il fiume Logone.
- Piccoli
progetti in ambito di assistenza veterinaria a Kolobo finanziati dallambasciata
degli USA.
- EIRENE,
ONG tedesca operante nei settori sanitario, animazione femminile e idraulica di villaggio.
Lintervento é terminato.
- BELACD
éducation, progetto terminato.
-
- ONG
ciadiane :
-
- CECADEC,
organizzazione legata alla missione protestante di Pala. Interviene saltuariamente con
attività di microcredito e distribuzione di aiuti alimentari.
- ARPES
(Association Rurale pour la Promotion Economique et Sociale), con base a Ndjamena e che
collabora soprattutto con le popolazioni Kim. Interviene nei villaggi lungo il fiume
Logone nellambito delle colture irrigue.
- APIBASE
(Appui aux initiatives de base), organismo attivo da circa tre anni presso le popolazioni
Marba e Kim.
-
- Servizi
tecnici statali
-
- ONDR
a Bongor : consigli tecnici agli agricoltori, vendita di sementi, utensili, prodotti
fitosanitari, riceve le demande di riconoscimento giuridico delle associazioni contadine.
- Servizi
forestali (Eaux et Forêts).
- Agenti
veterinari a Kim.
- Al
fine di completare questa sintetica contestualizzazione del progetto del COMI a Djouman,
bisognerà accennare alla situazione di insicurezza generalizzata che regna tuttora nella
regione. Alcune associazioni di villaggio ci hanno rivelato di evitare sistematicamente
dintraprendere ogni attività generatrice di risorse tali da attirare
lattenzione delle autorità locali e dei militari. Casi di rappresaglie o razzie
sommarie sono ancora allordine del giorno, spingendo i contadini ad investimenti
minimi e che comportano un rischio di fallimento molto basso.
-
-
-
-
-
-
SETTORE AGRICOLO
-
- 1.
Stimolare un processo endogeno di sviluppo, affiancando le realtà già presenti e
attivandone di nuove sia nei villaggi già contattati sia in quelli previsti
dallespansione del progetto.
-
-
- 1.1
Formare due animatori locali.
- Uno
per il sostegno alla produzione agricola ed uno per lassistenza ai granai comunitari
di villaggio e settore.
- Gli
animatori locali dovranno garantire il normale sviluppo delle attività del programma
anche dopo la partenza dei volontari Comi, pertanto la loro formazione è mirata a:
- -
migliorare le conoscenze tecniche, sia teoriche che pratiche;
- -
acquisire nuove conoscenze sulle tecniche danimazione rurale;
- -
acquisire capacità di gestione amministrativa del programma;
- -
acquisire capacità di gestione contabile del programma.
-
-
- 1.2
Realizzare incontri di promozione delle attività richieste in almeno dieci villaggi nuovi
nel triennio.
- Lampliamento
delle attività del programma ad altre zone ed etnie mira ad aumentare sia il numero di
beneficiari diretti che, per effetto " macchia dolio ", quello dei
beneficiari indiretti del programma.
-
-
- 1.3
Realizzare due corsi di alfabetizzazione funzionale lanno.
- Tali
corsi sono stati organizzati con alcuni membri dei comitati di gestione dei granai di
villaggio e di settore.
-
-
- 2.
Ridurre l'isolamento sociale dei gruppi
-
-
- 2.1
Organizzare visite dei rappresentanti dei nuovi villaggi in quelli ove si svolgono le
attività che si vogliono organizzare nei nuovi.
- Le
visite vogliono stimolare lo spirito diniziativa delle persone più sensibili e
disposte al cambiamento mediante la conoscenza diretta e un meccanismo di tipo imitativo.
- Il
raggio dazione delle visite è stato ampliato alle zone limitrofe a quelle del
programma.
-
-
- 2.2
Favorire la partecipazione dei rappresentanti dei villaggi ad incontri di coordinamento
settoriali promossi dalla controparte e dalle autorità locali.
- Gli
incontri mirano alla coscientizzazione dei beneficiari del programma, abitanti in zone
diverse, sulle comuni problematiche legate al territorio e cercano di fornire informazioni
e strumenti atti alla soluzione dei problemi individuati.
-
-
- 3.
Diversificare ed aumentare la produzione agricola
-
- 3.1
Sperimentare nuove colture in campi dimostrativi in nuovi villaggi.
- Realizzare
campi dimostrativi di berberè, arachidi, fagioli
- La
volgarizzazione di colture come berberè, arachidi e fagioli, essendo proseguita fino al
96, è stata ritenuta soddisfatta in quanto sia le superfici che le produzioni
risultavano soddisfacenti.
-
- Pertanto
l'Organismo ha ritenuto utile la sperimentazione di una nuova coltura che ben si adattasse
alle condizioni edafiche e climatiche della zona, che non provocasse " rifiuti
culturali " aprioristici e che contribuisse al perseguimento di più obiettivi
del programma. La scelta è quindi ricaduta sulla soia in quanto, oltre ad essere già
presente nelle zone vicine ma non ancora nella zona del programma, consente di agire nel
perseguimento degli obiettivi del programma a tre livelli:
-
agronomico (con lobiettivo di diversificare
ed aumentare la produzione agricola);
-
alimentare (con lobiettivo di educare alla
prevenzione delle malattie più diffuse);
-
economico (con lobiettivo di contribuire
allaumento dei redditi femminili).
- E
evidente che per suscitare effettivo interesse nei confronti della coltura si è resa
necessaria lintroduzione di un altro obiettivo che è direttamente connesso alla
produzione ma agisce principalmente a livello alimentare ed economico:
- Formare
alla coltivazione, alla trasformazione ed all'utilizzo alimentare della soia
-
- 3.2
Sostenere tecnicamente la produzione orticola.
-
-
- 3.3
Divulgare le conoscenze delle tecniche agricole nuove nella zona (sarchiatura meccanica,
concimi naturali, sementi selezionate).
- A
causa della recente diffusione dellaratro a trazione animale e della mancata
divulgazione dello stesso, abbiamo ritenuto opportuno aggiungere delle sessioni sul suo
corretto utilizzo.
- Inoltre
abbiamo introdotto delle sessioni pratiche sulla semina in linea, indispensabile
allutilizzo della sarchiatrice a trazione animale.
- A
causa della penuria sul mercato e dei prezzi elevatissimi, le sessioni sulle sementi
selezionate si sono limitate alla parte teorica.
-
-
- 3.4
Formare alla gestione ed aprire 4 magazzini per la vendita di mezzi agricoli.
-
- 4.
Promuovere il rimboschimento
-
- 4.1
Divulgare la funzione degli alberi nellambiente nelle piccole comunità di
villaggio.
-
- 4.2
Rendere disponibili in zona alberi da frutta e forestali.
-
- 5.
Migliorare la gestione del raccolto
- .
- 5.1
Formazione di 10 comitati di gestione di granai di villaggio.
-
- 5.2
Formazione di 4 comitati di gestione di granai di settore.
-
- 5.3
Costruzione di 3 granai di settore.
-
- 5.4
Costituzione di 4 precooperative per la gestione dei granai di settore, dei magazzini dei
mezzi agricoli.
-
-
SETTORE PROMOZIONE FEMMINILE
-
- 6.
Contribuire all'aumento dei redditi femminili.
-
- 6.1
Formare due animatrici femminili, scelta dei 10 villaggi ove operare.
-
- 6.2
Realizzare due corsi di alfabetizzazione funzionale.
-
- 6.3
Diffusione delle cucine a basso consumo di legna.
-
- 6.4
Divulgare e sviluppare le attività femminili di orticoltura, trasformazione di soja...
-
- 6.5
Studiare la partecipazione delle donne alle casse di risparmio e credito.
-
- 7.
Educare alla prevenzione delle malattie più diffuse
-
- 7.1
Realizzare sedute sulla prevenzione delle malattie più diffuse.
-
-
-
-
SETTORE IDRAULICO
-
-
- 8.
Migliorare ed accrescere l'approvvigionamento idrico dei villaggi della zona di intervento
-
- 8.1
Divulgazione delle norme per mantenere ligiene dei pozzi e la loro corretta
gestione.
-
- 8.2
Realizzare 2 pozzi e ripararne uno preesistente ogni anno.
-
-
-
-
-
SETTORE AGRICOLO
-
- 1.1
Formazione di 2 animatori locali
-
- In
un incidente stradale avvenuto a due mesi dalla chiusura del progetto è morto
lanimatore Jean Agoussoum che era stato ormai completamente formato per
lassistenza ai granai comunitari di villaggio e settore. Questo gravissimo lutto che
ha colpito il progetto ha costretto laltro animatore, Jous Clement, formato per il
sostegno alla produzione agricola ha prendere in carico anche il settore lasciato scoperto
dalla scomparsa di Jean Agoussoum.
- I
due animatori sono stati formati nel corso dei primi due anni attraverso:
-
4 riunioni mensili di formazione in sede per tutto
il periodo relativo allo stato davanzamento con leccezione del mese di agosto;
-
le quotidiane uscite comuni in campo per tutto il
periodo relativo allo stato davanzamento con leccezione del mese di agosto.
-
1 stage di 6 settimane presso CESAO, in Burkina
Faso, per lanimatore Jean Agoussoum
- Nella
terza annualità, in funzione della chiusura dellintervento del COMI, il volontario
in servizio ha passato la consegna della responsabilità dello svolgimento delle attività
agli animatori locali, limitandosi ad un affiancamento. Gli animatori, nel corso del terzo
anno, hanno dunque programmato e gestito direttamente tutte le attività dei loro settori
di competenza.
-
- Indicatori:
-
frequenza alle riunioni mensili 100%;
-
esercizi pratici sulle tecniche danimazione
corretti nell100% dei casi;
-
messa a norma di statuti e regolamenti interni dei
granai nel rispetto della nuova legislazione cooperativistica ciadiana;
-
gestione della cassa del programma affidata
allanimatore Jean Agoussoum e quindi allanimatore Jous Clement;
-
compilazione comune del piano dazione,
cronogramma, budget finanziario, rendicontazione finanziaria e rapporti dattività.
-
- 1.2
Realizzare incontri di promozione delle attività richieste in almeno dieci villaggi nuovi
nel triennio.
-
- Gli
incontri nei nuovi villaggi hanno riguardato 5 attività diverse:
- -
granai di villaggio e di settore;
- -
rimboschimento;
- -
produzione agricola;
- -
pozzi;
- -
attività varie con donne.
-
- In
diversi casi gli stessi villaggi hanno richiesto di essere coinvolti in più attività.
-
- Indicatori:
- 15
villaggi coinvolti nellattività granai di villaggio e di settore
- 19
villaggi coinvolti nellattività di rimboschimento
- 31
villaggi coinvolti nelle attività di miglioramento della produzione agricola
- 9
villaggi coinvolti nelle attività sui pozzi
- 12
villaggi coinvolti nelle attività femminili
-
- 1.3
Realizzare due corsi di alfabetizzazione funzionale lanno.
-
- 2.1
Organizzare visite dei rappresentanti dei nuovi villaggi in quelli ove si svolgono le
attività che si vogliono organizzare nei nuovi.
-
-
- Indicatori:
- 3
incontri x 4 giornate x 113 partecipanti;
- 2
granai di settore nascono nelle zone di Koumi e Moulkou;
- 2
partecipanti della zona di Koumi cominciano a coltivare il taro nella propria zona;
- 2
partecipanti della zona di Djouman proteggono gli alberi spontanei di Acacia albida nei
dintorni delle loro abitazioni.
-
- 2.2
Favorire la partecipazione dei rappresentanti dei villaggi ad incontri di coordinamento
settoriali promossi dalla controparte e dalle autorità locali.
-
- Indicatori:
- 2
incontri x 2 giorni x 16 partecipanti;
- organizzazione
dei comitati di acquisto e vendita di cereali;
- apertura
di conti correnti dei granai di settore presso la Procura della Missione Cattolica di
Bongor;
- richiesta
di casseforti alla cooperazione tedesca (GTZ);
- preparazione
dei documenti necessari alla legalizzazione dei gruppi.
-
-
- 3.1
Sperimentare nuove colture in campi dimostrativi in nuovi villaggi.
-
- CAMPI
DIMOSTRATIVI DI SOJA
- FORMAZIONE
ALLA COLTURA E TRASFORMAZIONE DELLA SOJA
-
- Indicatori:
- 1
campo sperimentale di soia di 950 m2, 10 persone coinvolte nella realizzazione;
- formazione
alla coltura svolta in 15 villaggi (6 gruppi femminili);
- 1
sessione di formazione sulla trasformazione della soia (2 giorni x 13 partecipanti);
- 6
gruppi femminili e numerosi uomini richiedono la semente.
-
- 3.2
Sostenere tecnicamente la produzione orticola.
- CAMPI
DIMOSTRATIVI
- Indicatori:
- la
formazione tecnica sullinstallazione di orti ha riguardato 125 persone per 9 gruppi
(6 gruppi di donne);
- gli
incontri di formazione sono stati 26;
- le
persone coinvolte nella gestione degli orti 75;
- circa
l80% dei prodotti ricavati dagli orti è stato venduto e il restante 20% consumato
direttamente.
- *
gruppi di donne
-
-
- 3.3
Divulgare le conoscenze delle tecniche agricole nuove nella zona (sarchiatura meccanica,
concimi naturali, sementi selezionate).
-
- SESSIONI
DI FORMAZIONE (sulluso della sarchiatrice, sementi selezionate, concimi naturali,
uso dellaratro e semina in linea)
- Indicatori:
- 1
sessione teorico-pratica sulluso della sarchiatrice x 1 beneficiario;
- 5
sessioni teorico-pratiche sulluso di concimi naturali e differenti tecniche di
preparazione del letame x 5 beneficiari;
- 5
sessioni teorico-pratiche sulluso dellaratro e la semina in linea x 35
beneficiari.
-
-
-
- 3.4
Formare alla gestione ed aprire 4 magazzini per la vendita di mezzi agricoli.
-
- COSTRUZIONE
MAGAZZINO a Missere
- SESSIONI
DI FORMAZIONE sulla gestione del magazzino
- La
costruzione del magazzino mezzi agricoli a Missere è avvenuta contemporaneamente a quella
del granaio di settore ed ha coinvolto gli stessi villaggi e le stesse persone. Pertanto
gli indicatori relativi alla partecipazione dei beneficiari figurano insieme alla
costruzione del granaio di settore (obiettivo specifico 5.3).
-
- Indicatori:
- magazzino
di 18m2 (fondamenta in calcestruzzo armato, muri in mattoni cotti, intelaiatura in legno
rosso, copertura in ondulina);
- 3
villaggi x 57 persone x 75 giorni lavorativi (compreso il granaio di settore);
- 1.240.700Fcfa
partecipazione dei beneficiari in cash e lavoro benevolo (compreso il granaio di settore);
- 51000Fcfa
quotizzati per lacquisto dei mezzi agricoli;
- 7
sessioni di formazione sulla gestione del magazzino x 57 persone;
- 1
sessione di formazione sulla gestione del magazzino x 6 persone (comitato di gestione);
- 3
individui capaci di fare un bilancio dattività.
-
- 4.1
Divulgare la funzione degli alberi nellambiente nelle piccole comunità di
villaggio.
-
- SESSIONI
DI SENSIBILIZZAZIONE (su funzione degli alberi e la protezione del suolo)
- Indicatori:
- - 32
sessioni di formazione x 87 persone e 4 scuole;
- - 17
vivai x 1276 piante prodotte;
- -
40% piante prodotte rispetto alle seminate.
-
- 4.2
Rendere disponibili in zona alberi da frutta e forestali costituendo un vivaio
-
- FORMAZIONE
ALLA GESTIONE E TECNICHE PRODUTTIVE
- COMMERCIALIZZAZIONE
DEI PRODOTTI
- Indicatori:
- 3
sessioni di formazione x 7 beneficiari;
- 918
piante prodotte di cui 600 vendute.
- 5.1
Formazione di 10 comitati di gestione di granai di villaggio.
-
- STAGES
DI FORMAZIONE (sessioni per settore su tecniche di conservazione e gestione) 4
giornate mensili nel villaggio
- Indicatori:
- 7
nuovi granai di villaggio costruiti x 73 sacchi (da 100 Kg) di cereali quotizzati x
286.000 Fcfa quotizzati;
- 34
sessioni di formazione per i comitati di gestione sulle tecniche di conservazione e
gestione x 32 granai di villaggio x 172 beneficiari;
- 56
sessioni di animazione x 40 granai di villaggio x 718 beneficiari x 584 sacchi (da 100 Kg)
di cereali quotizzati.
-
- 5.2
Formazione di 4 comitati di gestione di granai di settore.
- STAGES
DI FORMAZIONE (per responsabili, per contabili, ed altri membri dei comitati di gestione )
sessioni per settore su tecniche di conservazione e gestione.
- Indicatori:
- 9
sessioni di formazione x 3 granai di settore (18 villaggi) x 187 beneficiari;
- 133
sacchi (da 100 Kg) di cereali stoccati x 3 settori;
- 30.000
Fcfa quotizzati dai 3 settori per la manutenzione del magazzino di stoccaggio cereali;
- 6
sessioni di formazione x il granaio di settore di Messere (3 villaggi) x 57 beneficiari.
- rispetto
del regolamento interno del gruppo
- partecipazione
nella misura del 50% alle spese di formazione da parte dei beneficiari.
- 5.3
Costruzione di 3 granai di settore
- COSTRUZIONE
DEI GRANAI a Zigui e Missere, Jaraway
- MIGLIORAMENTO
DEI GRANAI DI VILLAGGIO a Zlena, Zigui mb, Kilimba, Koutoune e Nahaina.
-
- COSTRUZIONE
DEL GRANAIO DI ZIGUI
-
- Indicatori:
- 4
granai di villaggio aderenti x 45 beneficiari;
- 35
sacchi (da 100 Kg) di cereali a disposizione per la costituzione del fondo comune;
- 10
Km di distanza del granaio di settore con un mercato importante;
- 516.400
Fcfa stimati come partecipazione dei beneficiari (lavoro benevolo).
-
- COSTRUZIONE
DEL GRANAIO DI MISSERE
- La
costruzione del granaio di settore a Missere è avvenuta contemporaneamente a quella del
magazzino mezzi agricoli ed ha coinvolto gli stessi villaggi e le stesse persone. Pertanto
gli indicatori relativi alla partecipazione dei beneficiari figurano insieme alla
costruzione del magazzino mezzi agricoli (obiettivo specifico 5.4).
-
- Indicatori:
- 3
granai di villaggio aderenti x 57 beneficiari;
- 30
sacchi (da 100 Kg) di cereali a disposizione per la costituzione del fondo comune;
- 0 Km
di distanza del granaio di settore con un mercato importante;
- 0 Km
di distanza del granaio da una strada praticabile durante la prima parte della stagione
delle piogge
- 829.000
Fcfa stimati come partecipazione dei beneficiari (lavoro benevolo).
-
- MIGLIORAMENTO
DEI GRANAI DI VILLAGGIO
- mediante
realizzazione di una base montata su 9 piedi, il tutto in calcestruzzo armato.
-
- Indicatori:
- 5
granai x 86 beneficiari x 5 villaggi;
- 129
sacchi (da 100 Kg) di cereali x 5 granai;
- 158.000
Fcfa stimati come partecipazione dei beneficiari (lavoro benevolo).
-
- 5.4
Costituzione di 4 precooperative per la gestione dei granai di settore, dei magazzini dei
mezzi agricoli, delle casse di risparmio e credito.
-
- COSTITUZIONE
IN FORMA GIURIDICA
- Indicatori:
- 8
sessioni di preparazione dei settori x 4 settori.
-
-
-
SETTORE PROMOZIONE FEMMINILE
-
- 6.1
Formare due animatrici femminili, scelta dei 10 villaggi ove operare.
-
- Formazione
di una animatrice
- riunioni
di formazione periodica (sullanimazione e gestione)
- stages
presso centri specifici allestero
- stages
su metodi di alfabetizzazione funzionale
-
- Indicatori:
- lanimatrice
Affiniki Lèontine ha seguito 325 ore di formazione teorica in sede;
- 964
ore di esperienza di campo;
- 2
stages x 16 gg. presso organizzazioni ciadiane presenti nella regione;
- scelta
di 7 villaggi ove operare:
-
-
- 6.2
Realizzare due corsi di alfabetizzazione funzionale.
-
- CORSI
DI BASE NEI VILLAGGI MAGGIORI
- SESSIONI
DI FORMAZIONE (sulla commercializzazione e sulla gestione del denaro)
- I
corsi di alfabetizzazione funzionali non sono stati organizzati per i seguenti motivi:
- mancanza
di disponibilità da parte dei beneficiari per un periodo di tempo relativamente lungo
(durata del corso);
- mancanza
di disponibilità da parte di Organizzazioni locali adatte allo scopo (INADES);
- mancanza
di interesse da parte del partner locale (BELACD);
- mancanza
di un luogo adatto allo svolgimento del corso.
-
-
- Indicatori:
- 13
sessioni di formazione sulla gestione del denaro x 117 beneficiari x 7 villaggi;
- 3
sessioni di formazione sulla gestione di un piccolo allevamento come fonte di reddito x 66
beneficiari x 3 villaggi.
-
- 6.3
Diffusione delle cucine a basso consumo di legna.
-
- REALIZZAZIONI
DIMOSTRATIVE E DI CONSUMO
- Per
questanno nulla è stato fatto riguardo questa attività direttamente con i
beneficiari, ci siamo limitati a prendere i contatti necessari per realizzarla il prossimo
anno.
-
-
-
- 6.4
Divulgare e sviluppare le attività femminili di taglio, cucito, tintura di stoffe,
orticoltura.
-
- STAGES
E SESSIONI SPECIFICHE
- Indicatori:
- vedi
obiettivi 3.1 per coltura e trasformazione della soia e il 3.2 per quanto riguarda
lorticoltura.
-
-
- 6.5
Studiare la partecipazione delle donne alle casse di risparmio e credito.
-
- INCHIESTA
E QUESTIONARI
- Indicatori:
- 7
famiglie hanno calcolato i loro bisogni alimentari giornalieri x 2 villaggi.
-
-
- 7.1
Realizzare sedute sulla prevenzione delle malattie più diffuse.
-
- SESSIONI
NEI VILLAGGI
- Indicatori:
- 7
sessioni x 185 beneficiari x 4 villaggi.
-
SETTORE IDRAULICO
-
- 8.1
Divulgazione delle norme per mantenere ligiene dei pozzi e la loro corretta
gestione.
- SESSIONI
NEI VILLAGGI
- Indicatori:
- 12
sessioni x 115 beneficiari x 3 villaggi;
- 3
pozzi disinfettati con soluzione di ipoclorito di sodio.
-
- 8.2
Realizzare 2 pozzi e ripararne uno preesistente ogni anno.
- COSTRUITI
6 POZZI
- RIPARATI
4
- Indicatori:
- COSTRUITI
6 POZZI CON TECNICHE INNOVATIVE
- 4
pozzi riparati in 4 diversi villaggi x 106 famiglie x 840 beneficiari;
- 99.000
Fcfa quotizzati dai beneficiari;
- 240.500
Fcfa stimati come partecipazione dei beneficiari (lavoro benevolo);
- 35%
di partecipazione dei beneficiari alle riparazioni.
-
- E DELLE RELAZIONI DI TIPO ISTITUZIONALE
-
-
- Occorre
sottolineare che il progetto non è stato preceduto da uno studio di fattibilità
approfondito. Quando poi viene iniziato, nel 1996, i dati e le osservazioni che ne
costituiscono la trama risalgono al 1991, e ci sembrano essere state ottenute soprattutto
attraverso missionari e ex-volontari, senza procedere ad uninchiesta sul campo che
coinvolgesse direttamente la popolazione " beneficiaria " del
progetto. Allarrivo dei primi volontari nel 1996, non esistono tracce scritte del
lavoro intrapreso durante la prima fase. Sino al 1997, i volontari lavorano in
collaborazione con i padri della missione di Djouman. La loro partenza, vista con
inquietudine al livello della direzione del COMI, non porta però a conseguenze
particolari al livello dellorganizzazione del progetto, che sembra essere
completamente autonoma.
-
-
-
- Le
relazioni fra BELACD e COMI
-
- La
zona di Djouman é allinizio degli anni 90 poco toccata dalle attività del
BELACD. LONG la ritiene infatti una zona povera, popolata da etnie molto mobili sul
territorio e quindi poco ricettive ad unazione di sviluppo prolungata nel tempo, ad
eccezione dei Massa. Inoltre, lintervento del BELACD viene percepito in un primo
tempo come un progetto destinato essenzialmente ai cattolici, provocando scarso interesse
presso le popolazioni Kim essenzialmente protestanti.
- Il
progetto del COMI si integra completamente in seno alla nuova struttura organizzativa del
BELACD, che ha deciso di rinnovarsi a partire dal 1996. Tale struttura é formata
dallAssemblea Diocesana di Sviluppo, con funzioni di controllo e approvazione, che
delega i compiti decisionali a dei Comitati di sviluppo presenti a livello diocesano, di
zona e locale. Tali comitati sono formati da laici, agenti pastorali e agenti del BELACD
con funzione esclusivamente consultativa. Un Bureau Exécutif, formato dai coordinatori
dei differenti settori dattività, esegue le decisioni dei Comitati tradotte in un
Plan-Cadre aggiornato con scadenze triennali. A detta dei volontari e degli animatori
locali che hanno partecipato alla missione di valutazione, i poteri reali dei Comitati di
Sviluppo di Zona e Locali sono estremamente limitati. In particolare, va detto che le
associazioni contadine non partecipano nè ai comitati di sviluppo locali nè tantomeno ai
livelli superiori. Del resto, pare che a Djouman non si sia mai tenuto un Comitato di
Sviluppo Locale.
- E
importante ricordare che, a livello della zona di Djouman, il COMI rappresenta pienamente
il BELACD, a tal punto che lintervento si identifica completamente, nelle percezioni
dei suoi interlocutori locali, con la struttura diocesana di Pala.
- Uno
dei principali meriti dellintervento dellONG italiana è, a nostro avviso,
proprio quello di essere stato il vero artefice dellinsediamento locale del BELACD
in una zona altrimenti periferica.
- Tuttavia,
la natura stessa dellintervento, delle risorse impiegate (fondi della cooperazione
allo sviluppo) e degli attori implicati (volontari espatriati), ha generato alcune
contraddizioni probabilmente inevitabili :
-
In primo luogo, la comunicazione tra la
controparte e léquipe dei volontari è stata talvolta difficile. I
" tempi " del BELACD non sempre coincidevano con quelli del COMI, il
cui operato dipendeva da fattori esterni e difficilmente previsibili in Ciad (difficile
pianificazione dellarrivo dei volontari, partenze non previste, ritardi nei
finanziamenti, ecc.).
-
A livello degli obiettivi del progetto, sussiste
una contraddizione di fondo, che non ha mancato di manifestarsi durante lo svolgimento
dellintervento, fra la filosofia del BELACD, centrata sullanimazione, e le
esigenze del COMI di investire le risorse finanziarie in realizzazioni concrete
(magazzini, pozzi, mulini, ecc.).
-
Questo " attivismo ", questa
ricerca della realizzazione concreta e visibile, é ancor più comprensibile se, agli
imperativi legati ad ogni progetto di sviluppo finanziato con fondi pubblici, aggiungiamo
la situazione particolare in cui si sono trovati i volontari a Djouman, costretti a lunghi
periodi di inattività durante la stagione delle piogge ; infatti, in caso di
precipitazioni normali, la zona interessata dal progetto é inondata e le aree rurali
limitrofe restano impraticabili da fine giugno a metà dicembre. Riteniamo che il COMI
avrebbe dovuto valutare più attentamente le condizioni di lavoro particolari legate alla
zona di Djouman e pensare delle strategie di " riconversione " dei
volontari durante i quasi sei mesi di forzato immobilismo.
-
Anche se il COMI rappresentava il BELACD
localmente, questultimo non ha mai formato i volontari italiani in modo specifico,
allinfuori di un breve soggiorno a Pala per familiarizzare con i principi di
funzionamento generali dellistituzione ciadiana.
-
Lesistenza di volontari espatriati dotati di
un finanziamento e di mezzi propri ha generato un certo isolamento del progetto
denominato AgriDjouman nellambito del Plan-Cadre 1997-2000 del BELACD - rispetto
agli altri settori dintervento dellONG ciadiana. Occorre riconoscere che i
volontari del COMI, nonostante ciò, hanno mantenuto dei contatti aperti e continuati con
la controparte locale, attraverso il regolare invio di rapporti dattività e di
rendiconti finanziari.
-
- Le
relazioni fra volontari COMI, BELACD e associazioni contadine
-
- E
difficile distinguere, in termini di politica istituzionale, lapporto del COMI e
quello del BELACD. In generale, le due ONG sostengono limportanza di un
riconoscimento giuridico delle associazioni locali. Tuttavia, la filosofia alla base delle
attività di sviluppo del BELACD ci sembra distinguersi per i suoi accenti un po
paternalistici : lONG diocesana considera infatti tale riconoscimento come una
" ricompensa " per la qualità delle attività eseguite, quindi come
un traguardo e non come un mezzo per rafforzare le capacità istituzionali locali.
Osteggia pertanto le associazioni che perseguono lautorizzazione del governo
esclusivamente ai fini di ottenere un credito. Questa attitudine si traduce ugualmente in
una ricerca della partecipazione locale di tipo discendente ; il BELACD (e per certi
versi il COMI, al quale si può rimproverare di non essere stato sufficientemente critico
sui metodi della controparte locale
) sembra possedere delle soluzioni e cerca di
suscitare nei villaggi i problemi da risolvere.
- Per
il futuro, occorre rendere le associazioni capaci di interagire con partners differenti,
mantenendo la loro propria autonomia e essendo in misura di negoziare ad armi pari con gli
interventi esterni.
-
- Assistenza
tecnica
-
- Il
settore dellassistenza tecnica è stato fortemente condizionato
dallimpostazione che la controparte BELACD da in genere a tutte le attività di
animazione. Non esiste una vera e propria strategia di divulgazione agricola e ci troviamo
ad un classico approccio alto basso con animatori che spiegano come si fa
lagricoltura ai contadini.
- L'idea
di puntare sul "paysan" campione e' ormai superata da tutte le nuove tecniche di
divulgazione. A questo si aggiunge l'eccessiva enfasi data ad introduzione di nuove
colture tipo la soia.
- Lintervento
non è risultato in alcun modo sostenibile data lassoluta dipendenza per ogni
realizzazione dalla presenza dellanimatore.
- Le
tracce delle attività sono labili e legate a sporadiche individualità già molto
motivate che hanno trovato nel progetto una sponda per aumentare le loro capacità ed
ottenere mezzi di produzione.
- In
questo settore si evidenziano al massimo i problemi della cosiddetta
"spolverata" di interventi, con un vastissima zona di intervento che non
permette di concentrare adeguatamente gli sforzi. Questa ha comportato una continua
girandola di nomi ed un eccesso di finanziamento sui singoli agricoltori.
- E'
tutto da verificare, infatti la validità' dei pozzi finanziati a dei privati all'interno
della strategia di assistenza agricola.
- Tutto
il settore di formazione legato allassistenza tecnica per il miglioramento delle
produzioni, la diversificazioni ed il vivaismo e' stato caratterizzato da una altissima
assenza di partecipazione: Questo non sembra casuale visto lapproccio utilizzato. In
questo senso va rimarcato lassoluta assenza di ricerca di valorizzazione delle
tecniche locali che vengono totalmente da nuove te od addirittura con nuove specie.
- La
formazione ha scontato più degli altri fattori specifici legati al periodo in cui viene
realizzata, la stagione secca, che comunque è prevalentemente dedicata alle attività
sociali. Lintroduzione della coltivazione di nuove specie si è scontrata con
abitudini alimentari non elastiche ed a contribuito allo scarso interesse con cui questa
si è sviluppata poi arrivare ad un fallimento totale.
- In
ultima analisi laspetto immateriale della divulgazione agricola pone sempre dei
forti problemi di valutazione e, in zone come queste dove si vive in un clima di assoluta
incertezza per la totale precarietà sociale civile ed economica, tutti gli investimenti
sono assolutamente scoraggiati e lintervento è assolutamente arduo da portare a
buon fine. Lagricoltura richiede sempre tempi lunghi e capacità di investimento
pluriennali, oggi in Ciad, purtroppo, non ve ne sono le condizioni.
- In
ogni caso va detto che gli animatori hanno avuto un ruolo toppo autoritario rispetto ai
contadini creando meccanismi di dipendenza, i risultati vanno quindi considerati come
estremamente volatili e legati alle abilita' espresse da pochissimi contadini
"modello".
-
-
- Sicurezza
alimentare
- Il
settore delle banche cerealiere e dei granai comunitari nasce a partire dal
" fondo carestia " della diocesi, trasformato da dono in natura in
sistema di credito.
-
- Il
modello adottato progressivamente dal Comi-BELACD nellassistenza ai gruppi
interessati ai granai é il seguente :
-
il gruppo di villaggio deve dimostrare un
interesse attraverso la costituzione di uno stock di cereali iniziale e un contributo
finanziario dei suoi membri.
-
Il progetto può in questo caso decidere di
realizzare un magazzino per il granaio comunitario del villaggio.
- Il
contratto-tipo per la costruzione di un granaio é il seguente :
- La
piattaforma sollevata in calcestruzzo armato del granaio comunitario é realizzata con un
apporto in natura dei membri dei gruppi, consistente in ghiaia e sabbia (generalmente 3 m3).
-
- Per
la costruzione del granaio comunitario, i membri sono tenuti a fabbricare i mattoni cotti
e a pagare una quota di 50.000 cfa come partecipazione alla realizzazione del tetto.
-
- Se
il granaio comunitario funziona bene, se i suoi stock aumentano, se non ci sono problemi
di gestione, allora é possibile passare ad una seconda fase, che consiste nella
federazione di più granai comunitari della zona in un granaio di settore.
- Volendo
ricapitolare, vi sono tre categorie di granai :
- Tipo
1, stoccaggio semplice
- Tipo
2, 50% dato in credito ai membri e 50% venduto ai membri e al resto del villaggio. E
il sistema maggiormente diffuso.
- Tipo
3, vendita solamente durante la soudure.
-
- Al
momento della missione di valutazione, la situazione dei granai seguiti dal progetto era
la seguente :
-
- A
questi granai occorre agggiungere 18 granai di villaggio autonomi.
-
- Considerazioni
generali sui risultati del settore " sicurezza alimentare "
-
- Lanimazione
sui granai e lo sviluppo dei granai di settore rappresenta senza alcun dubbio uno dei
principali successi del progetto, e costituisce un primo passo verso il consolidamento di
attività di tipo cooperativo nella zona.
-
- In
particolare, i granai comunitari svolgono due ruoli :
-
Permettere ai membri di conservare degli stock che
saranno presi in prestito nei momenti di carestia e di scarsa solvabilità dei contadini.
-
Permettere la costituzione di risorse economiche
che potranno essere investite in altre realizzazioni. Si veda lesempio del villaggio
di Orol, il cui granaio ha finanziato in gran parte la quota necessaria per
lottenimento del pozzo dal Comi-BELACD.
- Tuttavia,
i granai comunitari tendono apparentemente a stagnare dal momento in cui sopravviene la
creazione di un granaio di settore. I loro stock sono spesso simbolici (si prenda
lesempio di Mberwen, con solo 5 sacchi e mezzo di paddy e 3 sacchi di sorgo), le
tecniche di stoccaggio e conservazione approssimative e le possibilité di evoluzione
limitate.
-
-
- La
sola soluzione proposta dai contadini per contrastare la riduzione drastica degli stock
conservati nel granaio comunitario (e che sono serviti alla realizzazione del granaio di
settore) é la realizzazione di un campo comunitario, che pone del resto notevoli problemi
in termini di organizzazione delle attività e si distingue per rendimenti infimi.
Unaltra soluzione consisterebbe nellaumentare il numero dei membri, ma le
condizioni imposte ai nuovi venuti sono tali da scoraggiarne più duno : per
citare il solo caso di Messere, invece dei 20 kg che ogni membro fondatore ha versato, un
nuovo membro é tenuto a versare 10.000 cfa e 100 kg di riso paddy. Questa situazione,
comune a tutti i granai di villaggio visitati, ha congelato ogni possibilità di
estensione degli effettivi delle associazioni.
- E
inoltre evidente che il granaio comunitario serve spesso come mezzo di accesso prioritario
allacquisto dei cereali del granaio di settore. I cereali acquisiti vengono poi sia
prestati ai membri del gruppo, che non potrebbero accedere al prestito perché il granaio
di settore può solo vendere, sia rivenduti localmente ad un prezzo maggiorato (caso del
villaggio di Oriol). Infine, i membri non ricorrono al granaio comunitario per conservare
il proprio raccolto, ma preferiscono conservarlo a livello di granaio di settore
(probabilmente perché ritengono che questultimo presenta maggiori garanzie di
sicurezza).
-
-
- Problemi
di organizzazione rilevati :
-
- Il
più diffuso consiste nella difficoltà a recuperare i debiti contratti dai membri. Ruoli
cooperativi e ruoli sociali e politici in seno al villaggio entrano in conflitto. Come
obbligare un parente, un vicino, un compagno di giochi, un anziano, a pagare un debito
senza rischiare di fomentare conflitti che si estenderanno a tutto il villaggio ?
Come applicare le sanzioni previste dal regolamento, senza mettere in gioco il delicato
equilibrio di interessi divergenti su cui si fonda la comunità locale ? Per tale
motivo, il granaio di Zigui ha soppresso il prestito di soudure e pratica esclusivamente
la vendita dei cereali fin dal 1992.
- Alcuni
gruppi, e i loro rispettivi organi direttivi, sono delle scatole vuote, creati con
lunico scopo di soddisfare le esigenze in termini organizzativi di volontari e
animatori esterni. Spesso, coloro che possiedono già o ricevono una formazione specifica
nellambito del progetto non sono i personaggi più influenti. Segretari e tesorieri
sono soggetti a pressioni forti da parte dei membri del gruppo : i primi, spesso
giovani, incontrano delle difficoltà nel far rispettare le regole associative ai membri
più anziani. I secondi, sottopostti a pressioni di ogni genere, sono talvolta spinti ad
appropriarsi indebitamente delle risorse economiche del gruppo. Si pone dunque il problema
di retribuire i gestori e i segretari delle associazioni, partendo da unanalisi
critica dei problemi generati dalle forme attuali di benevolato.
- Animazione
femminile
-
- Benché
si tratti di unattività intrapresa recentemente, lanimazione femminile pecca
ugualmente per un approccio di tipo partecipativo discendente : i temi e le attività
proposte (coltura della soja, realizzazione di focolari moderni, cucito) non sono stati
proposti dalle donne. La conseguenza principale è che nessuna delle attività proposte è
stata riprodotta localmente in maniera autonoma.
-
-
- Mulini
- Il
caso dei mulini merita unattenzione particolare : se da un lato la loro
utilità non sembra dover essere messa in questione, il problema risiede nella gestione
del mulino stesso, sia dal punto di vista tecnico sia sotto il profilo della sua resa
economica. Il caso del villaggio di Djarway corrobora tale impressione.
-
- Cucine
a basso consumo di legna
- Lanimazione
in questo settore è iniziata nel primo trimestre 1998, secondo lapproccio peculiare
allintervento, cioé il rilevamento di un problema non espresso come tale dagli
interlocutori locali e lofferta di una soluzione. In questo caso, si propone alle
donne un sistema di cottura degli alimenti più rapido e meno dispendioso in risorse.
Lanimazione è stata corroborata da una dimostrazione concreta dei vantaggi delle
cucine a basso consumo di legna. Occorre segnalare che solo i modelli in argilla si sono
rivelati più economici del sistema tradizionale a tre pietre, mentre i modelli in metallo
hanno presentato un consumo di legna più elevato.
- Le
donne del gruppo di Djarway affermano non aver mai formulato una domanda un questo senso,
ed enumerano una serie di problemi che spiegano in parte perché tali cucine non sono poi
state adottate dalle donne : in primo luogo, la materia prima, largilla, manca
nelle zone limitrofe al villaggio. Il tentativo di sostituirla con del fango non è
riuscito. Sembra anche che i Massa conoscano già delle tecniche di realizzazione di
cucine a basso consumo di legna, ma che i volontari non abbiano esplorato questa pista che
avrebbe forse permesso di migliorare lesistente.
- E
evidente anche in questo caso che lanimazione si fondava su un interesse suscitato
artificialmente. Del resto, la lettura delle relazioni dei volontari rivela che al momento
della formazione, durante il primo semestre del 1998, solo una donna del villaggio di
Amdja é tornata a casa con la propria cucina economica.
- Ci
sembra che in questo campo léquipe del COMI avrebbe potuto cercare di innovare in
maniera più incisiva e di staccarsi quanto più possibile dai modelli stantii di
animazione femminile proposti ad nauseam soprattutto dalle organizzazioni di tipo
confessionale.
-
-
- Idraulica
di villaggio
-
- Questo
settore ha espresso il meglio delle capacità di interazione con le tecniche locali ed il
coinvolgimento partecipativo della popolazione.
- Lorganismo
ha dimostrato di avere una buona capacità innovativa con lesaltazione dei saperi e
dei materiali locali. Le tecniche adottate permettono una piena riproducibilità
dell'intervento, grazie ad una tipologia di realizzazione a bassissimo costo che permette
con un finanziamento minimo di circa 150.000 Fca (Lire 450.000) la costruzione di un
pozzo. Questo risultato è il frutto di una ricerca che ha visto fattivamente collaborare
i volontari del Comi , gli animatori locali e le popolazioni locali.
- E
interessante notare che la controparte locale (BELACD) non realizza pozzi e non era
pertanto molto disponibile ad assecondare questa attività fatta per nome e per conto suo.
I fatti hanno dimostrato che lOrganismo, slegato da alcune pesantezze organizzative
della controparte, è riuscito pienamente nello scopo individuando metodologie di lavoro
assai originali ed efficaci.
- In
questo settore lOrganismo è riuscito a fare quello che deve fare un progetto ONG
con un ponderato mix di realizzazione e sperimentazione.
-
- Le
interessanti scelte tecniche andrebbero comunque monitorate fra cinque anni per poter
affermare la loro piena riproducibilità..
- Anche
l'attività di formazione legato a questo settore ha dato importanti risultati portando ad
un miglioramento qualitativo delle acque dei pozzi dei villaggi interessati dal progetto.
La gestione comunitaria dellacqua, pur essendo un punto saldo della coltura locale,
non è ancora arrivata ad una piena responsabilizzazione per la gestione economica della
manutenzione delle opere. E evidente che introdurre dei sistemi di gestione
economici per la manutenzione delle opere idrauliche in un area dove lacqua non è
mai stata oggetto di transazione commerciale non è facile. Va apprezzato quindi lo sforzo
dei gruppi di villaggio per la partecipazione in lavoro ed in denaro alla realizzazione
del pozzo e la cura con cui si tiene larea circostante per garantirne una corretta
qualità sanitaria .
-
-
-
- Abbiamo
potuto riscontrare lesistenza di due tipi di associazioni locali, distinte per
funzionamento e finalità :
-
Gruppi a base familiare, con sembianze associative
ma portati avanti da qualche individuo, generalmente formatisi per praticare
lorticoltura e larboricoltura con lo scopo di ottenere un pozzo. Come lo
dimostra lesempio del quartiere di Yoro (settore di Ndjarway), una volta il pozzo
ottenuto, lattività agricola ad esso legata diminuisce o si arresta. A prova della
mancanza di una vera dinamica associativa, il fatto che il gruppo non ha instaurato un
sistema di autofinanziamento, ma si quotizza solo se il BELACD glielo propone. Si ha
limpressione che la quota associativa sia percepita piuttosto come un pedaggio che
permette laccesso allassistenza del progetto.
-
Gruppi a carattere associativo extra-familiare,
rappresentati soprattutto dalla formula dei granai di villaggio. La finalità di questa
forma di partecipazione è far sì che ogni famiglia possa accedere alla maggior quantità
di cereali con il minimo investimento possibile. Per tale motivo, ogni famiglia iscrive un
solo membro al granaio, per evitare che la partecipazione diventi troppo onerosa.
- Nonostante
la situazione di isolamento in cui si trova la maggior parte dei gruppi contadini che
hanno interagito con il progetto, essi hanno sviluppato nel tempo delle capacità
importanti sul piano organizzativo :
-
i regolamenti sono stati progressivamente adattati
alle loro esigenze specifiche, partendo da uno schema generale proposto
dallintervento esterno.
-
I gruppi indicono regolarmente delle assemblee
generali e delle riunioni in maniera autonoma e senza dipendere in alcun modo
dallanimatore. Questo significa che i gruppi si sono appropriati degli strumenti di
tipo associativo e cooperativo e li hanno resi consoni alle esigenze locali.
-
I gruppi sono consapevoli del cammino effettuato e
delle risorse, umane e materiali, che sono state investite nel corso degli anni. Ciò si
traduce in una avversione e protezione del gruppo nei confronti di strategie di eventuali
free riders (individui che vorrebbero beneficiare dei vantaggi acquisiti dopo anni di
investimenti senza pagarne il prezzo).
-
- Infine,
è giusto riconoscere che in questi ultimi anni gli animatori locali hanno avuto
lopportunità, per merito dei volontari italiani, di assumere ruoli e
responsabilità in seno al progetto essenzialmente identiche a quelle dei cooperanti. Essi
hanno in tal modo acquisito unesperienza significativa in termini di tecniche
danimazione, ma soprattutto possiedono una visione più chiara e a lungo termine
degli obiettivi da perseguire nel momento in cui il progetto sta per essere interamente
trasferito alle strutture locali.
-
-
-
-
- Il
BELACD continua a considerare Djouman ccome una zona prioritaria dal punto di vista del
suo intervento. Ciò dovrebbe tradursi in visite regolari dei responsabili, almeno una
volta al mese, ed in una partecipazione degli animatori locali agli incontri di settore
che dovrebbero tenersi ogni tre mesi. E inoltre in progetto la costituzione di un
Comitato Locale di Sviluppo per la zona di Djouman.
- Invocando
il principio che i bisogni devono essere sempre chiaramente espressi dalla popolazione
locale, il BELACD intende aspettare un semestre prime di decidere dellopportunità
di inviare un altro animatore rurale a Djouman. Per il momento Jous Clément e Léontine
Aptonike continueranno le attività intraprese, in ragione di otto mesi allanno, con
un intervallo fra giugno e novembre. I loro mezzi di trasporto saranno due motorini. Ciò
comporterà labbandono di un certo numero di villaggi, visto che gli attuali 31 sono
troppi.
- Se
in certi settori i gruppi di contadini hanno raggiunto una certa autonomia (pensiamo in
particolar modo ai granai), in generale essi restano fortemente dipendenti nei confronti
della struttura di assistenza. Senza voler esagerare la portata di certi discorsi a sfondo
elogiativo, è impressionante la ricorrenza di rappresentazioni del ruolo del BELACD come
padre, madre, o ancora come guida che indica il giusto cammino ai gruppi.
- Crediamo
che per il futuro sarà importante cercare un equilibrio tra il sostegno e la formazione
rivolti a singoli individui e lappoggio alle dinamiche associative. Non certo
incoraggiando ciecamente la pratica del " campo comunitario ", di cui
si sono visti i limiti evidenti, ma permettendo lemergenza e il consolidamento di
leaders contadini in grado di interpretare le trasformazioni in atto nelle campagne del
Mayo Kebbi e di tradurre tali analisi in attività sostenibili localmente.
-
- Lista
delle persone incontrate
- Jous
CLEMENT, animatore del progetto AgriDjouman
- Léontine
Aptonike , animatrice del progetto AgriDjouman
- Marco
Petrini, volontario COMI
- Carrol
Loney, vbolontaria COMI
- Ernest
BAYOUMA, presidente del gruppo di vivaisti e frutticoltori del villaggio di Yoro.
- Jacques
LAVOIE, Direttore del BELACD
- Pierre
PAZIMI, Responsabile settore AGRI del BELACD
- Padre
Gonzague DALLE, Responsabile per la zona di Bongor della Diocesi di Pala
- I
predenti ed i membri del consiglio direttivo dei Granai di Settore del progetto.

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