Senegal: Sostegno al GIE du Bao Bolon

 

>>>Progetto in corso<<<

 

 

 


CONTROPARTE LOCALE:
GIE - Gruppo di Interesse Economico “Jappo Bao Bolon” – sede Kaffrine.

Il Gruppo di Interesse Economico – G.I.E. costituirà la controparte del progetto. Esso è nato dalle esperienze maturate in comune dai contadini e dagli allevatori della regione ed è diventato ad oggi una istanza politica economica capace sia di essere punto di riferimento per le popolazioni locali sia di assumere un ruolo di rappresentanza nei confronti delle autorità locali. 

ALTRI ENTI COINVOLTI:
CESAO - Kaolack Centro di studi socio economici dell'Africa Occidentale, organismo internazionale di promozione dell'associazionismo contadino, FONGS – Thies Federazione delle organizzazioni contadine senegalesi che riunisce la maggior parte delle associazioni contadine senegalesi.
Caritas Kaolack della Diocesi di Kaolack,

Caritas parrocchiale della Missione Cattolica di Kaffrine (Diocesi di Kaolack), CER: Comitte de expansion rural,

Comunità Rurali di Mabo e di Nganda

OBIETTIVO GENERALE
Migliorare il livello di sicurezza alimentare, il reddito delle popolazioni nonché le condizioni di vita dei villaggi della regione di Kaolack  

OBIETTIVI SPECIFICI
Promuovere le attività imprenditoriali delle donne come strumento di lotta alla povertà rurale; ottimizzare la gestione delle risorse naturali; migliorare il livello di sicurezza alimentare nella zona del Bao Bolon; sostenere le istituzioni associative locali; Sostenere il microcredito popolare.

 

SINTESI DELL'INTERVENTO
Il progetto interessa 11 villaggi rurali del dipartimento di Kaffrine che si affacciano sulla valle del Bao Bolon (regione di Kaolack situata nella parte centrale del  Senegal) e che contano una popolazione di circa 5.000 abitanti

Il Bao Bolon è un grande fiume pluviale "basfonds" del bacino del Gambia in cui storicamente si è coltivato il riso durante la stagione delle piogge. I progressivi cambiamenti climatici, l'azione di deforestazione dell'uomo ed i processi di desertificazione in atto nella zona saheliana hanno determinato, nel tempo, la risalita dell'acqua di mare lungo l'alveo, salinizzando i terreni e rendendoli non più coltivabili.

Il progetto del Bao Balon nasce alla metà degli anni 80 quando la popolazione locale si inizia ad organizzare per avere un appoggio tecnico nel settore della risicoltura.

La prima opera che viene realizzata in questo fiume pluviale è un piccolo terrapieno che accumulava le funzioni di punto di passaggio sul fiume nel periodo delle piogge e di ritenzione delle acque per praticare la risicoltura.

I risultati positivi ottenuti con questi primi lavori incoraggiano le popolazioni per la ricostruzione di una vera e propria diga distrutta nel tempo con un duplice scopo:

trattenere una quantità d'acqua che comunque andrebbe a disperdersi in mare

impedire la risalita dell'acqua salata, permettendo così la ripresa della risicoltura abbandonata, ormai da anni, per la salinizzazione dei terreni.

Le risorse per questa importante opera non sono immediatamente disponibili e si deve aspettare l'inizio degli anni 90. La Missione cattolica di Kaffrine si impegna direttamente per la realizzazione dell'opera in collaborazione con le popolazioni locali che, fortemente motivate, investono tempo, soldi e risorse umane per la realizzazioni delle opere. Il metodo è stato sempre fortemente partecipativo anche perché la realizzazione è avvenuta in un ambiente prevalentemente musulmano e la Missione non ha mai scavalcato le popolazioni locali, la cui collaborazione era fondamentale, considerando anche le limitate risorse finanziare ed il grande bisogno di investimento personale.

Nel 95 vengono ultimate una diga antisale ed un ponte per l'attraversamento del fiume. La manutenzione di queste opere, danneggiate varie volte negli anni dalle ricorrenti ondate  di piena, è il lavoro che viene portato avanti in questi ultimi anni. Difatti sono stati effettuati lavori di riparazione e ripristino della vecchia opera in calcestruzzo; si è attuato il rifacimento degli argini in “laterite” (materiale a matrice argillosa, molto diffuso nella savana senegalese) ed infine si sono costruite e installate delle paratoie metalliche a futura regolazione delle portate nel corpo dello sbarramento e del livello del bacino a monte.

Nei prossimi anni, grazie all’effetto dilavante dell’acqua dolce, che cade nella stagione delle piogge, la valle verrà progressivamente ripulita dal sale che si è depositato sul fondo.

Questo progetto nasce dalla ferma volontà della popolazione, che nel tempo si è sempre più organizzata e struttura in associazione contadina, di valorizzare tutta la valle a partire dalle importante opere idrauliche costruite con il proprio investimento personale.

La valorizzazione del fondovalle, insieme al sostegno della rete di gestione delle attività di villaggio e al rafforzamento delle strutture associative delle contadine e dei contadini della zona fornirà alla popolazione un importante aumento della produttività agro-alimentare.

La crescita del surplus agro-alimentare, la gestione del credito, la formazione e la sensibilizzazione alle attività gestite dalle donne daranno la possibilità di sviluppare attività artigianali diversificate, attività di trasformazione dei prodotti coltivati e servizi di accoglienza che aumenteranno ulteriormente il valore aggiunto dell'azione.

Elementi sostanziali del progetto saranno la consapevolezza del proprio ruolo degli attori del progetto ed un efficiente sistema di credito che risponda ai bisogni delle popolazioni rurali.

 

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